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Villa Fiorentino Sorrento sede della Fondazione Sorrento

Fondazione Sorrento

Dal 15 luglio al 25 settembre - Aligi Sassu - Mediterraneo

Sede espositiva: Sorrento
Villa Fiorentino - (Corso Italia, 53)
Ente promotore: Fondazione “Sorrento”
tel. 081 8782284 - Fax 081 8773380
e-mail: info@fondazionesorrento.com
http: //www.fondazionesorrento.com
www.incampania.com

Ingresso: gratuito
Durata: 15 luglio - 25 settembre 2011
Orario: dal lunedì al venerdì
10.00 - 13.00 / 17.00 - 21.00
sabato e domenica
10.00 - 13.00 / 17.00 - 22.00
Ufficio Stampa: Comune di Sorrento
tel. 081 5335300 - Fax 081 5335240
IL VICOLO - Sezione Arte

Curatore: Marisa Zattini
Allestimento: Augusto Pompili
Catalogo: IL VICOLO Editore
Saggi critici: Marisa Zattini
Natalia Sassu Suarez
Contributi: Renato Balsamo
Carlos Julio Sassu Suarez
Organizzazione: IL VICOLO - Sezione Arte
Via Carbonari, 16 - 47521 Cesena
Tel. 0547 21386 - Fax 0547 27479
e-mail: arte@ilvicolo.com
http: //www.ilvicolo.com

Venerdì 15 luglio 2011, alle ore 19.00, nelle sale di Villa Fiorentino, a Sorrento (Corso Italia, 53)

Venerdì 15 luglio 2011, alle ore 19.00, nelle sale di Villa Fiorentino, a Sorrento (Corso Italia, 53)

Venerdì 15 luglio 2011, alle ore 19.00, nelle sale di Villa Fiorentino, a Sorrento (Corso Italia, 53), si inaugurerà
la mostra ALIGI SASSU - “Mediterraneo”, curata dall’Architetto Marisa Zattini in collaborazione con il figlio dell’Artista
Carlos Julio Sassu Suarez. Un corposo numero di opere, oltre 80, prescelte dal lavoro del Maestro - che abbraccia
un arco temporale che va dal 1930 al 1997 - allestite all’interno delle sale di questa prestigiosa sede espositiva
dall’Architetto Augusto Pompili.
Sono dipinti, sculture, ceramiche, disegni, bozzetti teatrali pulsanti di sole e fragranze; tutte opere significative
provenienti dall’Archivio Aligi Sassu - curato dal figlio Carlos Julio Sassu Suarez - e da alcune Collezioni private.
«Se pensiamo che il mito del Mediterraneo ha percorso un po’ tutta la cultura europea interessando pittura,
scultura, poesia, musica e architettura, indubbiamente il nostro Artista si configura come uno dei suoi maggiori
interpreti. Aligi Sassu è infatti uno dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del XX secolo che ha vissuto
pienamente la “mediterraneità” per quella energia primitivista che ha saputo trasporre in tutta la sua opera;
per quella ossessiva profondità e ricerca di bellezza che tale soggetto ha avuto nel suo percorso, per quella
forza e quella costanza con la quale l’Artista ha saputo esprimere e sviluppare, lungo tutto l’arco della sua vita,
quel tripudio di movimento e vitalità creatrice. [...] Un Artista visionario che ha saputo esplorare e interpretare al
meglio, attraverso la propria ricerca artistica, quella dimensione “mediterranea e mitica” vista e vissuta come metafora
per eccellenza del “theatrum mundi” dell’uomo» (M.Zattini).
Figure, paesaggi, cavalli, Uomini rossi, caffè, maison… tutte rappresentazioni inconfondibili che si sono sviluppate
vertiginosamente a partire dagli Anni ‘30.
Il Mediterraneo, inteso come “luogo principe” del suo immaginario, è divenuto così un vero e proprio paesaggio
dell’anima dove affondano le radici di una cultura greco-latina. È l’intensità emotiva della terra di una amata Sardegna,
di una Sicilia, di una Mallorca che trova trasposizione ideale nella potenza coloristica di Aligi Sassu, in quella
ricchezza cromatica vitale che contraddistingue le sue carte, le sue tele e tutta la sua ricchissima produzione ceramica
e scultorea. «Il mito è parola, racconto che si tramanda e diventa icona, trasmettendo un messaggio, rielaborando
le forme di un linguaggio archetipico della mente, liberando un’identità del profondo che stipula i caratteri di
un’interpretazione collettiva» (Natalia Sassu Suarez). Un evento da non perdere!

Cenni storici

ALIGI SASSU nasce a Milano il 17 luglio 1912. Nel 1921 si trasferisce a Thiesi, in Sardegna, e vi rimane per tre anni. Qui avviene il fondamentale incontro con i cavalli e con i colori del paesaggio mediterraneo. Tornato a Milano, si appassiona ai testi futuristi. Nel 1928 Marinetti lo invita alla Biennale di Venezia e nel ’29 si iscrive all’Accademia di Brera, abbandonandola dopo due anni per motivi economici. Frequenta poi l’Accademia Libera: è il periodo in cui, in antitesi con Novecento, nascono gli Uomini rossi. Nel 1934 soggiorna a Parigi per tre mesi. Qui studia l’opera di Gericault, Cezanne, gli impressionisti ma soprattutto Delacroix.
Questo primo viaggio a Parigi conferma in Sassu il suo amore per la pittura dell’Ottocento francese e gli lascia negli occhi la luce dei caffè che diverranno un tema da lui spesso frequentato. I soggetti sono tratti dalla realtà nei suoi risvolti sociali e dal mito, spesso da leggere in chiave simbolica. Nel 1935 torna a Parigi e qui cresce il suo impegno politico. Rientrato a Milano, partecipa ad azioni di disturbo antifascista e a diffusione di stampa clandestina. Nel 1937 viene arrestato con l’accusa di complotto e rinchiuso nel carcere di San Vittore. Trasferito poi a Fossano, nell’ottobre del '37 gli viene concesso di disegnare. Realizza dunque più di 400 disegni, in gran parte ritratti di detenuti e disegni mitologici. Nel 1938 gli viene concessa la grazia regia. Dopo il ‘47 riprende i contatti con Tullio Mazzotti che lo invita a lavorare ad Albissola. Nel 1964 inizia il periodo spagnolo, a Mallorca: nascono le Tauromachie e i paesaggi dell’isola, e l’artista conosce una nuova tecnica, l’acrilico. Si divide poi tra Mallorca e l’Italia. Nel ’73 si dedica a scene e costumi dei Vespri siciliani per la riapertura del Teatro Regio a Torino e gli viene dedicata una sala nella Galleria dell’Arte moderna del Vaticano. Nell’ ’82 riceve il riconoscimento “Gli uomini che hanno fatto grande Milano” e presenta i suoi acquerelli sui Promessi sposi, del 1943. Nel 1984 allestisce una mostra antologica in Palazzo dei Diamanti a Ferrara, poi trasferita a Roma in Castel Sant’Angelo.
Lo stesso anno vede anche un’altra grande antologica a Palazzo Reale a Milano. Nel 1986 espone alla XI Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa del Mantegna a Mantova.
Completa le tavole sulla Divina Commedia, alcune delle quali vengono acquistate dal Museo Puskin di Mosca. Nel 1993 esegue I Miti del Mediterraneo, murale in ceramica per la nuova sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. L’anno successivo presenta Manuscriptum, una cartella con incisioni destinata alla mostra itinerante in Svezia. Nel ’95 viene nominato Cavaliere della Gran Croce dal Presidente della Repubblica Italiana. Il ’96 vede la donazione alla città di Lugano di 362 opere realizzate dal 1927 al 1996; nasce così la Fondazione Aligi Sassu. Il 17 luglio 1999 si inaugura una grande antologica in Palazzo Strozzi a Firenze.
Esattamente un anno dopo, il 17 luglio 2000, Aligi Sassu muore nella sua casa di Mallorca. Nello stesso anno viene fondata a Besana Brianza l’Associazione Culturale Amici dell’Arte di Aligi Sassu. Il 14 dicembre del 2005 il Capo dello Stato, Professor Carlo Azeglio Ciampi, conferisce al Maestro il Diploma di benemerenza di I classe (Medaglia d’oro) per la scuola, cultura ed arte.


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Sergio - 26/03/2017
Quando l'arte muove l'emozione..

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