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Villa Fiorentino Sorrento sede della Fondazione Sorrento

Fondazione Sorrento

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Lyric Sorrento Festival & Sorrento Piano Festival 2016

Lyric Sorrento Festival & Sorrento Piano Festival 2016

LYRIC SORRENTO FESTIVAL e SORRENTO PIANO FESTIVAL i programmi

Per info: Azienda Soggiorno e Turismo / Official Tourist Board (Sorrento - Via Luigi De Maio, 35 - Tel. (+39) 081.8074033) - www.sorrentotourism.com
Facebook: sorrento opera festival - societa concerti sorrento
Web: www.societaconcertisorrento.it - www.agimus.it – E-mail: paolsci@libero.it -

A causa di sopraggiunti problemi tecnici la location dei concerti della rassegna "LYRIC SORRENTO FESTIVAL" è stata spostato presso l'Hotel Continental - piazza della Vittoria , 4 - Sorrento.

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VISIONI TRASVERSALI NELLA PITTURA DEL VENTESIMO SECOLO - FINO AL 26 GIUGNO 2016

L'appuntamento per questo 2016 a Villa Fiorentino è con il '900 italiano.
A partire dal 9 aprile fino al 26 giugno è in esposizione la mostra "Visioni trasversali - nell'arte italiana del ventesimo secolo", dedicata alla pittura del '900 italiano.
Sono 66 gli artisti che espongono le proprie tele, la maggior parte delle quali provenienti dal museo Ca’ La Ghironda di Bologna , dal museo Magi di Bologna, dalla Fondazione Tito Balestra di Longiano e da alcune collezioni private. Si va da De Chirico a Ligabue, da Morandi a Sassu ed a tantissimi altri nomi noti. I quadri sono stati distribuiti in base ad un ordine tematico tra le diverse sale di Villa Fiorentino, la sede della Fondazione Sorrento che durante questi eventi si trasforma nella casa dell’arte della città.  Le categorie in cui è articolata sono: Il corpo sognato; Luoghi e scenari; Tensioni astratte; Oltre l’immagine; L’enigma dell’oggetto; Segni, gesti, scritture; Materia e alchimia; Azione e pensiero. La mostra sarà aperta al pubblico dal 9 aprile e fino al prossimo 26 giugno con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20; il sabato, la domenica e nei giorni festivi, con gli stessi orari, ma con la chiusura serale posticipata alle ore 21. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro, mentre le scolaresche pagano 2 euro a studente e per i gruppi oltre le 20 persone il costo è di 3 euro a visitatore.
A partire dal 27 giugno, poi, i quadri lasceranno il posto alle sculture. Dal 9 luglio, infatti, le sale di Villa Fiorentino accoglieranno le opere di circa 50 maestri italiani della scultura del Novecento. Mostra che potrà essere visitata fino al 6 novembre prossimo.
I cittadini di Sorrento ed i turisti hanno, comunque, già modo di apprezzare alcune delle opere degli artisti grazie alla sistemazione nelle principali piazze di Sorrento di 4 installazioni di elevato pregio: in piazza Andrea Veniero è stata posizionata la “Porta di Edipo” di Augusto Perez; in piazza Sant’Antonino ha trovato posto il “Bifrontale uno” di Pietro Consagra; in piazza Tasso è visibile l’opera “Sviluppo di Forma” di Umberto Mastroianni ed in piazza Angelina Lauro la “Tebe seduta” di Giacomo Manzù. Tra queste installazioni c’è anche il “Grande Contorsionista” di Luciano Minguzzi, collocato nella fontana posta all’ingresso di Villa Fiorentino.
Tutti i diritti riservati - foto di Antonino Fattorusso
Tutti i diritti riservati - foto di Antonino Fattorusso

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PERCORSO ESPOSITIVO DELLA MOSTRA

Questa mostra dedicata alla pittura italiana del ventesimo secolo è la prima parte di un percorso che si concluderà con una seconda dedicata alla scultura e che si svolgerà da luglio a novembre.
“Visioni Trasversali” vuole essere uno stimolo a guardare ad un secolo d’arte da punti di vista differenti, non convenzionali, che non seguano le classici scansioni della storia dell’arte solita analizzare opere e artisti per periodi e ‘correnti’ di appartenenza; piuttosto cerca prospettive che evochino le atmosfere e le tensioni che hanno attraversato la quotidianità del fare arte, individuando tematiche capaci di intersecare gli umori, i gesti, le velleità e i sogni che hanno reso lo scorso secolo sicuramente uno dei più instabili e allo stesso tempo imprevedibili e stimolanti di tutta la storia dell’arte.
Questa mostra, quindi, è soprattutto un invito a non chiedersi l’arte “cosa rappresenta?”, ma quali emozioni riesce a suscitare in noi che la guardiamo. Questo perché l’artista del ventesimo secolo, grazie anche all’avvento della fotografia, si allontana dalla necessità di riprodurre il reale e cerca nuove strade espressive e compositive, non solo attraverso la libertà di gestire colori e forme a proprio piacimento, ma spesso e volentieri andando al di là anche degli stessi supporti tradizionali, quali sono stati per secoli la tela o la tavola, per affrontare lo spazio oltre la bidimensionalità e i limiti stessi della pittura.
Partiamo quindi dal pian terreno con il corpo - che continua ad essere, come da sempre, il soggetto privilegiato del fare arte ma, qui, quasi un momento di superamento con quello che è stato fino all’ottocento; e con i nuovi modi di interpretare la natura morta e l’oggetto fino al caso ‘estremo’ di Tano Festa in cui la rappresentazione dell’oggetto diventa l’oggetto stesso.
Al piano superiore, invece, il taglio di Fontana che incontriamo nella prima stanza, restituisce quasi la chiave di lettura di tutto il percorso a seguire dove il concetto, il gesto e il superamento delle tecniche tradizionali fondano il nuovo modo di approcciarsi all’arte; dove la superficie coincide con lo sconfinamento della stessa e ogni regola si trasforma in pura presenza di luce ed energia cromatica; dove la parola o il segno sono capaci di creare un ritmo autonomo in grado di stimolare nuove tensioni ed equilibri tra l’opera e lo spazio.
Al secondo piano troviamo le opere più ‘materiche’ a partire dal decollage di Rotella che affida al gesto dello strappo del manifesto la trasformazione ed il riuso di immagini già ‘codificate’, passando per Burri che tratta la materia come cosa vivente che si trasforma e si forma a seguito dell’azione del fuoco per arrivare ad Uncini che arriva a ‘costruire’ con cemento e ferri un vero e proprio ‘spazio umano’ che quasi ci accompagna al tema dell’ultima stanza: il paesaggio.
La mostra si conclude infatti con una sorta di ‘corto circuito’ tematico che ci ricollega con i concetti di partenza. Il manifesto futurista all’inizio del ventesimo secolo aveva lanciato un’invettiva contro i vedutisti che fino alla fine dell’800 avevano rappresentato i campi, la quiete, la casetta e il bosco. “Finiamola coi Laghettisti, coi Montagnisti” avevano detto, e la mostra vuole lasciarci l’eco di questa ‘provocazione’, concludendosi dove e quando tutto ebbe inizio e stimolandoci a riflettere ancora per un po’ sul rapporto, sempre più effimero, fra la realtà e la poesia.
Tutti i diritti riservati - foto di Antonino Fattorusso

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LE STATUE NELLE PIAZZE DI SORRENTO
Augusto Perez - La Notte - Edipo e la Sfinge  (Piazza Veniero)

Augusto Perez - La Notte - Edipo e la Sfinge (Piazza Veniero)

La porta è mistero, luogo inaccessibile del visibile, barriera ma anche valico e passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. È l’ingresso del labirinto che identifica tutto l’universo plastico di Perez caratterizzato da improvvisi lampi della memoria, da visioni o da lucide intuizioni in un percorso sincopato e irregolare che permette di dare vita ad immagini baluginanti e instabili, riflessive e autoriflessive.
Pietro Consagra - Bifrontale Uno (Piazza S.Antonino)

Pietro Consagra - Bifrontale Uno (Piazza S.Antonino)

La “frontalità” è per Consagra un aspetto della vita, la necessità di stabilire un colloquio diretto fra lo spettatore e la scultura, stabilendo tra essi una interdipendenza espressiva, attraverso la posizione vincolante di un unico punto di vista.
Le tensioni tra pieni e vuoti diventano così metafora degli strati più profondi dell’animo umano e della condizione dell’artista in un colloquio interiore che diventa dialogo, racconto silente, tra uomo e materia.
Umberto Mastroianni - Sviluppo di forma  (Piazza Tasso)

Umberto Mastroianni - Sviluppo di forma (Piazza Tasso)

Mastroianni ricerca il movimento e lo trova nell’energia latente della materia che si sviluppa nello spazio, “celebrandolo” nel superamento delle problematiche dinamiche verso un originaria concezione plastica, sviluppando la struttura arcaica e sacrale di una figura archetipica. Un affascinante discorso, sottolineato dall’incidenza della luce che «scopre» i piani compositivi; dalla saettante scansione della linea che penetra con forza nell’atmosfera; dal ritmo delle masse risolte attraverso una controllata musicalità, che concorrono a definire il senso di una ricerca caratterizzata da vivacità e leggerezza.
Giacomo Manzù - Tebe seduta (Piazza Lauro)

Giacomo Manzù - Tebe seduta (Piazza Lauro)

Il modellato morbido e scabro di questa giovane ragazza seduta in bilico su una sedia si libra nello spazio con una pudica dolcezza, come una primavera remota dalle fattezze mutevoli e appena abbozzate.
Tebe oscilla, si avvita sulla sedia osservando lo spettatore al di là della spalla, in una malinconia elegiaca in equilibrio precario tra la vita e la morte.
Luciano Minguzzi - Grande contorsionista (Fontana Villa Fiorentino)

Luciano Minguzzi - Grande contorsionista (Fontana Villa Fiorentino)

Quello dell’opera di Minguzzi è un movimento in cui le figure perdono massa e peso, mettono a contrasto le spoglie rotondità del corpo, fra tendini e lacerazioni; è una forza oscura che quasi vuole liberarsi da un’impossibile disarticolazione, ma che
invece rimane sempre in equilibrio tra il reale ed il fantastico. È il punto più alto dell’espressionismo contemporaneo che scava in profondità, alla ricerca del senso più intimo, sensuale ed anche più violento della vita nel suo divenire.

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Gabriella Stigliano - 23/05/2016
Complimenti per la scelta delle opere per questa mostra piena di libertà poetica ed ... Continua »

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